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Verso un ambiente online sempre più sicuro: storico accordo politico sul Digital Services Act

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Ultimo aggiornamento del 28.04.2022 | Tempo di lettura ca. 4 minuti

La direzione delle istituzioni europee per una maggiore tutela dell’ambiente online è chiara ormai da qualche anno ma negli ultimi mesi si può affermare siano divenuti concreti gli interventi per la sua realizzazione.

Nell’ambito del “pacchetto sul digitale”, nel dicembre 2020 la Commissione europea ha presentato due proposte legislative volte a regolamentare i servizi digitali ed i mercati digitali: si tratta del Digital Services Act e del Data Governance Act. 

Mentre la seconda delle due iniziative si propone l’obiettivo di creare un vero e proprio Spazio Comune Europeo per i dati, secondo processi che assicurino standard di sicurezza adeguati per tutti i soggetti coinvolti, il Digital Services Act mira a proteggere lo spazio digitale dalla diffusione di beni, contenuti e servizi illegali e a garantire la protezione dei diritti fondamentali degli utenti. 

Si tratta della naturale prosecuzione del fil rouge della Direttiva Copyright n. 790/2019, recepita dall’Italia con il D. Lgs. n. 177/2021, e del Regolamento 2019/1150 sui market-place. Dopo quasi un anno e mezzo di trattative tra il Parlamento europeo ed il Consiglio, l’Unione europea ha annunciato nella giornata di sabato 23 aprile l’intesa su un pacchetto legislativo senza precedenti. 

La legge in parola – non appena approvata ed emanata - si applicherà infatti ai servizi intermediari quali quelli offerti da prestatori di servizi di hosting, motori di ricerca, piattaforme e mercati online, con la previsioni di peculiari obblighi in capo a quei servizi utilizzati da oltre 45 milioni di utenti attivi al mese nell'UE. 

La previsione è quella di un generale dovere di diligenza nei confronti dei venditori – o meglio dei brand ed in generale dei titolari di marchi e segni distintivi - i cui prodotti o servizi siano messi in circolazione e vendita presso le piattaforme online: al fine di sventare le occasioni di contraffazione e/o circolazione non autorizzata di materiali tutelati dal diritto d’autore, le piattaforme saranno tenute a compiere i massimi sforzi per verificare la corretta fornitura di informazioni da parte dei venditori prima di autorizzarli a vendere online. 

I mercati dovranno inoltre raccogliere e mostrare le informazioni sui prodotti e i servizi venduti, come la marca e la conformità al diritto dell'Unione, al fine di garantire la trasparenza della vendita e la tutela della scelta d’acquisto. 

Una conferma rispetto a quanto sancito dalla Direttiva Copyright, a mente della quale, i prestatori di servizi devono ottenere preventivamente un'autorizzazione dai titolari dei diritti anche mediante la conclusione di un accordo di licenza, con esclusione di responsabilità del provider solo in presenza della prova di aver compiuto i massimi sforzi per ottenere un'autorizzazione secondo elevati standard di diligenza professionale di settore; impedire che non siano rese disponibili opere e altri materiali per i quali hanno ricevuto le informazioni dai titolari dei diritti; disabilitare l'accesso o rimuovere dai propri siti web le opere o gli altri materiali oggetto di segnalazione ed interdirne il caricamento in futuro.

L’esigenza di veridicità dell’informazione si può cogliere altresì nella previsione di requisiti di trasparenza per i parametri dei sistemi di raccomandazione: le piattaforme e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi dovranno obbligatoriamente offrire agli utenti un sistema di raccomandazione dei contenuti che non sia basato sulla loro profilazione, con ogni conseguenza che ne deriva e concerne sul piano del corretto trattamento dei dati personali. 

Inoltre, le piattaforme accessibili ai minori dovranno mettere in atto misure di protezione particolari per garantire la sicurezza dei minori online: viene quindi estesa anche ai big player extra europei la disciplina sul trattamento dei dati personali dei minori di cui al GDPR, con il conseguente divieto di presentare ai minori messaggi pubblicitari mirati derivanti dall'uso dei loro dati personali. 

L’importanza dell’informazione però è da intendersi in senso lato e dunque non con esclusivo riferimento all’informazione commerciale, alla comunicazione pubblicitaria ed alla tutela del consumatore, ma anche e soprattutto come diffusione delle notizie indispensabili per l’individuo ed il suo contesto sociale. Tenuto conto del proliferato fenomeno delle fake news, le istituzioni europee hanno convenuto di includere un nuovo articolo che introduce un meccanismo di risposta alle crisi, mutuando anche l’esperienza della guerra in Ucraina. 

Infine, la legge sui servizi digitali introduce l'obbligo per tali operatori di analizzare i rischi sistemici intrinsechi e di mettere in atto misure per ridurre gli stessi. Ci si riferisce in particolare ai rischi di: 
  1. diffusione di contenuti illegali; 
  2. effetti negativi sui diritti fondamentali come la libertà di espressione e di informazione; 
  3. manipolazione dei loro servizi a scapito dei processi democratici e della sicurezza pubblica; 
  4. effetti negativi in relazione alla violenza di genere e alla protezione dei minori e gravi conseguenze sulla salute fisica o mentale degli utenti. 

Il Consiglio e il Parlamento hanno deciso di conferire alla Commissione il potere esclusivo di vigilare sulle piattaforme e sui motori di ricerca di dimensioni molto grandi.

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Chiara Benvenuto

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