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Novità legislative in materia Labour a seguito della Legge di Bilancio 2021

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Ultimo aggiornamento del 12.01.2021 | Tempo di lettura ca. 8 minuti​



Introduzione di nuovi periodi di Cassa Integrazione, ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti e istituzione di un fondo per l’esonero dei contributi per autonomi e professionisti. Data la prosecuzione dello stato di emergenza conseguente alla pandemia da Covid-19, sono questi i temi principali che il Legislatore affronta con la Legge n. 178/2020 riguardante il Bilancio di Previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e il bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023, entrata in vigore dal 1° Gennaio 2021.


Di seguito una sintesi delle principali novità introdotte in ambito giuslavoristico:  

AMMORTIZZATORI SOCIALI 

Sono state introdotte ulteriori 12 settimane di Cassa Integrazione (sia ordinaria che in deroga) e di Assegno Ordinario (FIS) connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, senza previsione di alcun contributo addizionale da versare. I trattamenti di integrazione salariale introdotti sono estesi anche ai lavoratori assunti dopo il 25 Marzo 2020 e comunque in forza al 1° Gennaio 2021.

I periodi di integrazione salariale devono essere collocati come segue:
  • tra il 1° Gennaio 2021 e il 31 Marzo 2021 con riferimento alla Cassa Integrazione Ordinaria;
  • tra il 1° Gennaio 2021 e il 30 Giugno 2021 con riferimento alla Cassa Integrazione in Deroga e all’Assegno Ordinario (FIS).

È stato precisato che i periodi di integrazione salariale, già richiesti e autorizzati in forza delle disposizioni del c.d. ‘Decreto Ristori’ e collocati temporalmente – anche parzialmente – in periodi successivi al 1° Gennaio 2021, dovranno essere computati nel calcolo delle 12 settimane introdotte dalla Legge in commento.

ESONERO DEL VERSAMENTO DEI CONTRIBUITI PREVIDENZIALI PER AZIENDE CHE NON RICHIEDONO AMMORTIZZATORI SOCIALI

Come già previsto dal c.d. ‘Decreto Agosto’ nonché dal ‘Decreto Rilancio’, anche la Legge di Bilancio 2021 prevede la possibilità di uno sgravio contributivo in alternativa all’utilizzo delle ulteriori settimane di integrazione salariale. 

Infatti, ai datori di lavoro privati - con esclusione del settore agricolo - che non richiedano di fruire gli ulteriori periodi di integrazione salariale, è riconosciuto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali (esclusi i premi e i contributi I.N.A.I.L.) fino a un massimo di 8 settimane - fruibili entro il 31 Marzo 2021- e comunque nel limite delle ore di integrazione salariale utilizzate nei mesi di Maggio e Giugno 2020.

DIVIETO DI LICENZIAMENTO 

Con la Legge di Bilancio 2021 è stato ulteriormente prorogato il blocco dei licenziamenti spostando così il termine finale al 31 Marzo 2021. 

Ciò comporta che fino al 31 Marzo 2021 resta precluso l'avvio delle procedure di licenziamento collettivo e restano sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 Febbraio 2020. Inoltre, fino a tale data, è previsto il divieto di licenziamento, indipendentemente dal numero dei dipendenti, per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’art. 3 Legge 604/1966 nonché sono sospese le procedure pendenti di cui all’art. 7 Legge 604/66.

Come già previsto dal ‘Decreto Agosto’ nonché dal ‘Decreto Ristori’, non sono assoggettati al divieto in esame:
  • i licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società che non preveda la continuazione dell’attività (anche solo parziale), salvo che si configuri la cessione di un complesso di beni/attività che costituisca un trasferimento d’azienda (o di un ramo) ai sensi dell’art. 2112 c.c.;
  • le ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, che prevedano la risoluzione incentivata del rapporto di lavoro (limitatamente ai lavoratori che decidano di aderire al predetto accordo);
  • i licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa.

PROROGA O RINNOVO DEI CONTRATTI DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO 

È stato esteso fino al 31 Marzo 2021 la facoltà di prorogare o rinnovare - per una sola volta e per un massimo di 12 mesi - i contratti a termine anche in assenza delle causali di cui all’art. 19 del Decreto Legislativo n. 81 del 15 Giugno 2015. 

TUTELE PER LAVORATORI FRAGILI 

È stata prevista l’estensione fino al 28 Febbraio 2021 dell’equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero, per i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) con un’attestata condizione di rischio da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche, dallo svolgimento di terapie salvavita o da disabilità grave, introdotta dal Decreto ‘Cura Italia’.  Oltre a ciò, è stato stabilito che queste categorie di dipendenti possono svolgere la loro attività lavorativa in modalità smart-working, anche attraverso l’adibizione a differenti mansioni o lo svolgimento di specifiche attività di formazione (anche online).

INCENTIVI ASSUNZIONI GIOVANI UNDER 36

Ai fini di promuovere l’occupazione giovanile stabile e modificando la disciplina sull’esonero contributivo per l’assunzione di giovani under 36 prevista dalla Legge di Bilancio 2018, è stato introdotto uno sgravio contributivo totale per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 36 nonché per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato tra il 1° Gennaio 2021 ed il 31 Dicembre 2022. L’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi e contributi I.N.A.I.L.) viene riconosciuto nel limite massimo di 6.000 Euro annui, per un periodo di 36 mesi. La durata massima dello sgravio contributivo è stata innalzata a 48 mesi per le assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.

L’esonero in questione è concesso soltanto ai datori di lavoro che non abbiano proceduto nei 6 mesi precedenti l’assunzione, né procedano nei 9 mesi successivi, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

SGRAVIO CONTRIBUTIVO ASSUNZIONI DONNE

Con la Legge di Bilancio 2021 viene esteso lo sgravio contributivo ai sensi dell’art. 4 della Legge n. 92/2012 alle assunzioni di donne con contratto di lavoro dipendente a tempo determinato, effettuate negli anni 2021 e 2022. L’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi e i contributi I.N.A.I.L.), nella misura del 100%, è riconosciuto per la durata massima di 12 mesi - elevabili a 18 mesi in caso di assunzioni o trasformazioni del rapporto a tempo indeterminato - e nel limite massimo di 6.000 euro annui.

È stato precisato che le assunzioni devono comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti.

INCENTIVI SUD ITALIA

Per garantire la tutela dei livelli occupazionali in aree caratterizzate da una grave situazione di disagio socioeconomico causata anche dalla pandemia di Covid-19, è stato prorogato per il periodo 2021-2029 l’esonero contributivo parziale introdotto dall’art. 27 del c.d. ‘Decreto Agosto’ a favore dei datori di lavoro privati che operano nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. 

L’esonero contributivo è pari:
- al 30% dei contributi previdenziali da versare fino al 31 dicembre 2025;
- al 20% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2026 e 2027;
- al 10% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2028 e 2029.

Con riferimento alla c.d. misura ‘Resto al Sud’, la Legge di Bilancio 2021 ha previsto un’ulteriore estensione del campo di applicazione, mediante l’innalzamento da 45 a 55 anni dell’età massima dei beneficiari per accedere alla misura agevolativa.

FONDO PER ESONERO CONTRIBUTI PER AUTONOMI E PROFESSIONISTI

Con una dotazione finanziaria iniziale di 1 miliardo di euro per l’anno 2021, è stato introdotto il Fondo per l’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti. La definizione dei criteri e delle modalità per il riconoscimento dello sgravio avverrà - entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge in esame - con appositi decreti del Ministro del Lavoro. 

Tale Fondo è destinato a finanziare l’esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali (esclusi i premi I.N.A.I.L.) a carico di:
  • lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’I.N.P.S. nonché professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza che abbiano percepito, nell’anno d’imposta 2019, un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro e abbiano subito un calo di fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 rispetto all’anno 2019 non inferiore al 33%;
  • medici, infermieri e altri professionisti ed operatori già in quiescenza, che sono stati assunti per l’emergenza Covid-19.

‘OPZIONE DONNA’

La c.d. ‘Opzione Donna’ è stata prorogata di un ulteriore anno, con requisiti invariati.

CALCOLO REQUISITI PENSIONE CONTRATTI PART-TIME VERTICALE

La Legge di Bilancio 2021, risolvendo un aspetto in ambito previdenza dibattuto da anni, ha stabilito che nel contratto di lavoro part-time di tipo verticale e ciclico anche i periodi non interessati da attività lavorativa effettiva sono da includere nel computo dell’anzianità utile ai fini del diritto al trattamento pensionistico. Con riferimento ai contratti terminati prima della data di entrata in vigore della Legge in questione, è stato precisato che il riconoscimento dei periodi non interamente lavorati è subordinato alla presentazione di apposita domanda con idonea documentazione della persona interessata.

CONGEDO DI PATERNITÀ OBBLIGATORIO

Per l’anno 2021 il congedo di paternità obbligatorio è stato aumentato da 7 a 10 giorni (retribuiti al 100%) di cui i padri devono usufruire entro 5 mesi dalla nascita, dall’adozione o dall’affidamento del figlio, con l’opzione di aggiungere un altro giorno, facoltativo, qualora la madre rinunci a un giorno di congedo di maternità.

Inoltre, la Legge in questione ha esteso il congedo di paternità obbligatorio e facoltativo ai casi di morte perinatale.

BONUS BEBÈ E BONUS MAMME CON FIGLI DISABILI

Il c.d. Bonus Bebè - corrisposto esclusivamente fino al compimento del primo anno di età del figlio, ovvero entro il primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione - è stato prorogato, con requisiti invariati, per l’anno 2021 per ogni figlio nato o adottato dal 1° Gennaio 2021 al 31 Dicembre 2021. 

Inoltre, è stato introdotto un nuovo strumento di sostegno a favore delle madri disoccupate o mono-reddito facenti parte di nuclei familiari monoparentali con figli a carico con una disabilità riconosciuta non inferiore al 60%. Il c.d. Bonus Mamme con figli disabili è costituito da un contributo mensile nella misura massima di 500 euro netti, per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023. 

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