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Superbonus: novità normative ed aggiornamenti

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​Ultimo aggiornamento del 17.05.2021 | Tempo di lettura ca. 10 minuti

Il “Superbonus” è una misura introdotta per migliorare le prestazioni energetiche e sismiche del patrimonio edilizio esistente e per contribuire al rilancio edile. 

A seguito di tale misura fiscale l’aliquota di detrazione delle spese a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici e delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici è stata aumentata al 110 per cento.      

La nuova normativa si aggiunge a quelle già vigenti che disciplinavano le detrazioni dal 50 per cento all’85 per cento delle spese spettanti per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici (c.d. “Ecobonus” ex art. 14 del DL 63/2013) e di riduzione del rischio sismico (c.d. Sismabonus).

Il Superbonus si applica principalmente agli interventi effettuati da:
  • Condomìni
  • persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l'immobile oggetto dell'intervento
  • persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, proprietari (o comproprietari con altre persone fisiche) di edifici costituiti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate
  • Istituti autonomi case popolari (Iacp)
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa
  • Onlus, associazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi

Con il Decreto Rilancio è stata anche generalizzata la possibilità di optare in alternativa alla fruizione diretta della detrazione nella dichiarazione dei redditi del contribuente/beneficiario, per un contributo anticipato sottoforma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (c.d. “sconto in fattura”) o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante in base alle disposizioni di legge, ma previo rilascio di specifici visti tecnici e fiscali. In questo caso si dovrà inviare una comunicazione per esercitare l’opzione ed il modello da compilare e inviare online è quello approvato con il provvedimento della Agenzia delle Entrate del 12 ottobre 2020.

Si sintetizzano di seguito le principali novità normative e gli aggiornamenti relativi al Superbonus:

Novità su scadenza e proroga del beneficio Superbonus

Con la approvazione di un emendamento in Legge di Bilancio 2021, è stata estesa la durata del Superbonus: pertanto in base alla normativa ora vigente risulta che le spese oggetto del beneficio devono essere sostenute entro il 30 giugno 2022 (mentre la scadenza originaria era il 31.12.2021).

Ulteriori sei mesi di tempo (31 dicembre 2022) sono stati inoltre concessi per le spese sostenute per lavori condominiali o realizzati sulle parti comuni di edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche se, al 30 giugno 2022, è stato realizzato almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo.

Per gli Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati o altri enti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house providing” l’agevolazione riguarda le spese sostenute entro il 30 giugno 2023, se alla data del 31 dicembre 2022, siano stati effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo.

Inoltre, il Governo si è impegnato ad inserire nel Disegno di Legge di bilancio per il 2022 una proroga del SuperEcobonus a tutto l’esercizio 2023; si specifica in ogni caso che per il Superbonus al 110 per cento per cento sono stati stanziati, tra PNRR e Fondo complementare, oltre 18 miliardi.

Istituzione dei codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, dei crediti relativi alle detrazioni cedute e agli sconti praticati

Con la Risoluzione n. 83/E del 28 dicembre 2020 l’Agenzia delle Entrate ha istituito 6 codici tributo istituiti che dal 1° gennaio 2021, e che i fornitori ed i cessionari del Superbonus e dei bonus casa ordinari possono utilizzare al fine di compensare il credito fiscale acquisito tramite modello F24.

Tali codici tributo sono i seguenti:
  • “6921” denominato “SUPERBONUS art. 119 DL n. 34/2020 – utilizzo in compensazione credito per cessione o sconto - art. 121 DL n. 34/2020”;
  • “6922” denominato “ECOBONUS art. 14 DL n. 63/2013 e IMPIANTI FOTOVOLTAICI art. 16-bis, comma 1, lett. h), del TUIR - utilizzo in compensazione credito per cessione o sconto - art. 121 DL n. 34/2020”;
  • “6923” denominato “SISMABONUS art. 16 DL n. 63/2013 - utilizzo in compensazione credito per cessione o sconto - art. 121 DL n. 34/2020”;
  • “6924” denominato “COLONNINE RICARICA art. 16-ter DL n. 63/2013 – utilizzo in compensazione credito per cessione o sconto - art. 121 DL n. 34/2020”;
  • “6925” denominato “BONUS FACCIATE art. 1, commi 219 e 220, legge n. 160/2019 - utilizzo in compensazione credito per cessione o sconto - art. 121 DL n. 34/2020”;
  • “6926” denominato “RECUPERO PATRIMONIO EDILIZIO art. 16-bis, comma 1, lett. a) e b), del TUIR - utilizzo in compensazione credito per cessione o sconto - art. 121 DL n. 34/2020”.

Ai fini del corretto utilizzo in compensazione, va indicato il codice relativo alla tipologia di bonus acquisito nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento del credito compensato, nella colonna “importi a debito versati”.

Nel campo “anno di riferimento” del modello F24 deve essere indicato l’anno in cui è utilizzabile in compensazione la quota annuale del credito.

Ad esempio, per le spese sostenute nel 2020, in caso di utilizzo in compensazione della prima quota del credito, nel modello F24 dovrà essere indicato l’anno di riferimento “2021”; per l’utilizzo in compensazione della seconda quota dovrà essere indicato l’anno di riferimento “2022” e così via.

La somma utilizzabile in compensazione è quella risultante dalla comunicazione per la cessione del credito o lo sconto in fattura trasmessa dall’Agenzia delle Entrate. Per compensare l’importo del modello F24 o, in alternativa, cedere in seguito il credito, risulta obbligatoria la conferma dell’esercizio dell’opzione tramite la piattaforma telematica.

Sia nel caso di utilizzo da parte del primo cessionario o fornitore, che nel caso di ulteriore cessione, l’utilizzo del credito d’imposta relativo al Superbonus ed ai bonus ordinari vigenti per le ristrutturazioni edilizie è ammesso in base agli stessi termini ed alle stesse modalità applicate al cedente originario.

Piattaforma per cessione crediti fiscali

L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una procedura telematica tramite una piattaforma web dedicata, al fine della gestione dei crediti d’imposta cedibili a terzi, compreso il Superbonus il cui relativo credito deve essere comunicato dal contribuente che ne risulta titolare e quindi beneficiario. Le istruzioni per utilizzare tale piattaforma sono contenute della guida pubblicata dalla Agenzia delle Entrate il 20 aprile 2021.

In particolare risulta che gli esiti delle le operazioni effettuate sulla Piattaforma sono immediatamente visibili per i soggetti coinvolti (cedente e cessionario) nelle varie aree della Piattaforma stessa e dopo l’accettazione, i crediti sono visibili anche nel cassetto fiscale del cessionario.

Esclusione dei costi del general contractor dai costi che rientrano nella agevolazione Superbonus

L’agenzia delle entrate con due distinti interpelli (Risposta a interpello n 254 del 15 aprile 2021 e la Risposta a interpello n 261 del 19 aprile 2021) ha chiarito che nel caso di "contraente generale" o di general contractor, e dunque nella fattispecie di appalto, affidato dalla progettazione e fino alla realizzazione degli interventi, ad un unico soggetto della pratica del Superbonus tramite la stipula di un contratto di “mandato senza rappresentanza”, il contribuente/beneficiario appaltante potrà utilizzare il Superbonus con successivo esercizio dell'opzione per lo sconto in fattura in relazione ai costi che l'impresa, in qualità di "contraente generale", gli fatturerà per la realizzazione degli interventi specifici oggetto di agevolazione. 

Fra i costi agevolabili risultano inclusi anche quelli relativi ai servizi professionali necessari per la esecuzione dei lavori e per il compimento delle pratiche amministrative e fiscali necessarie ai fini della agevolazione (ottenimento rilascio visto di conformità ed asseverazione tecnica).

È stato invece chiarito che rimangono invece escluse dalla agevolazione le spese di puro coordinamento pagate al general contractor, come quelle dell'amministratore di condominio per lo svolgimento degli adempimenti dei condomini relativi alla realizzazione degli interventi e per l'accesso al regime Superbonus.

Comunità energetiche e Superbonus

Con la Risoluzione n. 18/E del 12 marzo 2021, l’Agenzia ha fornito chiarimenti relativi all'accesso al Superbonus per le comunità energetiche rinnovabili costituite in forma di enti non commerciali o per i condomìni che aderiscono alle “configurazioni” come definite in base all’articolo 42-bis del Decreto-legge n. 162/2019 (c.d. “Milleproroghe 2020”).

Le comunità energetiche sono rappresentate da insiemi di persone fisiche che condividono lo scambio di energia pulita tramite, ad esempio, l'installazione di impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo; esse possono essere costituite da condomini, i cui singoli condomini deliberano di accedere alla comunità, oppure da singole abitazioni i cui proprietari aderiscono alla c.d. configurazione ex art. 42bis, Decreto-legge 162/2019.

Trattandosi di interventi relativi ad installazione di impianti fotovoltaici, le relative spese sostenute per possono accedere al regime Superbonus 110% ai sensi dell'art. 119, DL 34/2020. 

In particolare, con riferimento a tale tema, l’Agenzia ha confermato che per gli impianti a fonte rinnovabile, gestiti da soggetti che aderiscono alle “configurazioni”, la detrazione prevista dall'art. 16-bis, co. 1, lett. h), Tuir, si applica fino alla soglia di 200 kW e per un ammontare complessivo di spesa non superiore a 96.000 euro ed è ripartita in 10 quote annuali di pari importo e nella misura del 50 per cento quando le relative spese sostenute rientrano in interventi relativi alla realizzazione, su singole unità immobiliari e su parti comuni, di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici.

Inoltre, con l’innalzamento della aliquota di detrazione dal 50 per cento al 110 per cento concesso dall'art. 119 del Decreto Rilancio, l'accesso al Superbonus 110 è stato concesso per i lavori di installazione degli impianti fino a 200 kW anche da parte di comunità energetiche rinnovabili costituite in forma di enti non commerciali o da parte di condomìni che aderiscono alle configurazioni.

La detrazione si applica per l'installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici ovvero di impianti solari fotovoltaici su strutture pertinenziali agli edifici.

La norma relativa al Superbonus detta tuttavia in questo caso parametri differenti per l'accesso al 110 per cento.
In questi casi, infatti, la maxi-detrazione spetta su un ammontare delle spese non superiore a 48 mila euro e, comunque, nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell'impianto solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo e in quattro quote per la parte di spesa sostenuta nell'anno 2022.

Rimane stabilito che la maxi-detrazione è comunque subordinata alla l'installazione degli impianti congiuntamente ad uno degli interventi “trainanti” previsti dalla Legge, e spetta anche per l'installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati alle stesse condizioni, negli stessi limiti di importo e ammontare complessivo e comunque nel limite di spesa di 1000 euro per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema di accumulo.

Previsione di semplificazioni burocratiche in materia urbanistica

Mediante un Decreto-legge che il Governo si è impegnato a varare entro maggio 2021 dovrebbero essere previste novità in tema di semplificazione burocratica in materia urbanistica, come ad esempio gli adempimenti relativi alla doppia conformità edilizia. 

In tal modo dovrebbe essere garantito l’obiettivo di riduzione degli ostacoli derivanti dallo “stato legittimo” delle unità immobiliari, anzitutto considerando inseribili nel beneficio Superbonus anche gli interventi relativi ai soggetti che, nei condomini, hanno in corso domande di condono edilizio; l’obiettivo di tale norma sarebbe quello di fare in modo che l'irregolarità riguardane una singola unità immobiliare impedisca alle altre di acquisire la certificazione di stato legittimo e dunque poter accedere al Superbonus.

Tale modifica normativa però è ancora in fase di definizione e non risulta ancora approvata in via definitiva. 

Possibile futura inclusione degli immobili D/2 nel regime Superbonus

Si registra la proposta normativa relativa alla estensione dell'ambito di applicazione del Superbonus anche agli interventi effettuati su immobili con classe catastale D/2, ovvero alberghi e pensioni.
Tale modifica normativa però è ancora in fase di definizione e non risulta ancora approvata in via definitiva. 

La normativa relativa al Superbonus 110 diventa sempre più trasparente e completa per gli operatori coinvolti nell’ambito dell’efficientamento di edifici residenziali che hanno progetti in fase di realizzazione o ancora in ambito di studi di fattibilità. 

Infatti, i nuovi chiarimenti e le proroghe già approvate, insieme alle novità previste, ma ancora in fase di definizione, rappresentano un forte incentivo all’utilizzo di tale strumento fiscale.

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Emanuele Spagnoletti Zeuli

Dottore Commercialista e Revisore legale

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